Storia del GTI

  

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La Bibbia sulla Golf II!

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Tutti i miti hanno una storia, in queste righe spiego dove come e da chi è nata l'idea della Golf GTI:

Sulla nascita della Golf e della sua versione da competizione esistono varie storie e aneddoti, come succedde spesso con oggetti che entrano a far parte della nostra cultura come e' senz'altro successo con la GTI.

Nel 1968 si reco in visita al salone dell'automobile di Torino l'allora Presidente della VW, Kurt Lotz.

La societa' da lui presieduta si trovava in una grave crisi finanziaria a causa del calo di vendite molto sensibile del Maggiolino.

Era necessario trovare piu' sostituti a questo modello di straordinario successo e farlo presto.

La VW, infatti non voleva piu' cadere nell'errore di dipendere da un unico modello e puntava, quindi, ad una maggiore diversificazione.

Durante la visita sei prototipi stilistici, attirarono l'attenzione di Lotz, di Gumpert (fondatore e primo presidente della Autogerma) e dei giornalisti che gli accompagnavano.

Di questi sei prototipi, quattro erano frutto della matita di Giorgetto Giugiaro.

Lotz convoco' a questo punto Giugiaro che cosi descrive il loro primo incontro: "L'incontro con Lotz fu davvero motivante. Giugiaro - mi disse con franchezza - io non mi intendo di architettura di automobili; so' gestire una fabbrica che al momento ha un vuoto di prodotto. Mi serve un professionista che abbia maturato una buona esperienza presso le altre Case, che sappia cosa la gente si aspetta, che sappia dialogare con i miei tecnici per arrivare alla produzione nel minor tempo possibile".

In definitiva Lotz chiese a Giugiaro di studiare due nuove vetture. 

Quella che noi interessa, la futura Golf, era chiamata "Modello 2".

Giugiaro dopo aver studiato lo schema del pianale e della meccanica che gli erano stati trasmessi dalla VW, espresse i suoi dubbi riguardo alle dimensioni che riteneva fossero troppo limitate per garantire un adeguato confort. Ma i tecnici VW mantennero le loro posizioni per ottenere i risultati in termini di peso e costi che si erano prefissati.

Nel Marzo del 1970 fu preparato il primo modellino in gesso. Il 20 Luglio del 1970 venne terminato il primo modello in scala
naturale.

Il 12 Agosto dello stesso anno, Giugiaro ottenne da WOB l'Ok.

Il suo progetto era stato approvato.

Il lavoro a quel punto procedette alacramente.

Mentre Giugiaro rifiniva la parte estetica e studiava soluzioni per gli interni, a WOB i tecnici VW eseguivano i test aeredinamici da cui scaturirono alcune modifiche al disegno.

Nel Aprile del 1971 il primo prototipo era pronto per le prove su strada.

Interessante e' come Giugiaro descrive il modus operandi di questo periodo: " Le riunioni tra me ed i tecnici tedeschi erano esemplari. Un Jet VW veniva a prelevarmi a Torino la mattina e mi riportava in serata. Avevo come credenziale di fronte ai responsabili VW la carta bianca concessami dal Presidente Lotz e ricevevo dagli interlocutori la massima collaborazione".

La cattiva situazione finanziaria della VW provocata dalla crisi di vendite del Maggiolino, determino' la caduta di Lotz, al cui posto venne nominato Leiding.

Il rapporto tra il nuovo presidente e Giugiaro cambio completamente.

A differenza di Lotz, Leiding (di provenienza Audi) era un uomo che aveva precise opinioni su come avrebbe dovuto essere il futuro Modello 2.

Leiding ed i suoi collaboratori consideravano il Modello 2 fosse troppo inclinato nella parte anteriore e troppo complicato nel posteriore.

Ritenendo che questa vettura fosse destinata ad un flop, pur approvandone la costruzione, decisero anche di costruire una vettura piu' tradizionale (la Polo) per cautelarsi dal "prevedibile insuccesso" della Golf.

Nella primavera del 1974 ci fu' la presentazione ufficiale della Golf a Monaco. 

La Golf era nata.

Erano disponibili versioni a due e quattro porte con motori 1.100 da 50cv e 1.600 da 75 cv.

Nei primi mesi dell'anno successivo, su incarico del Prof. Fiala, responsabili del Settore Sviluppo della VW, un piccolo gruppo di ingegneri iniziarono i primi studi di una versione sportiva della Golf basata sulla versione a tre porte.

Obbiettivo iniziale era la produzione di solo 5000 esemplari per la omologazione in Gruppo 1 in vista di un suo impiego nelle competizioni.

Il marketing VW riteneva che producendone solo 5000 la vasta rete di vendita della VW sarebbe probabilmente stata in grado di venderle tutte senza particolari problemi.....

A capo di questo progetto c'era l'Ing. Herbert Schuster ed il progetto venne contraddistinto dalla sigla EA 337.

Come motore venne usato il 1.588 cc di derivazione Audi GT inizialmente dotato di carburatori che poi vennero sostituiti con, per quei tempi avanzato, sistema Bosch K-Jetronic. 

Numerose furono le modifiche apportate al motore da parte del team di Schuster. Venne modificata la forma della camera di scoppio, aumentato il rapporto di compressione, aumentate le dimensioni delle valvole etc
etc.

Alla fine delle modifiche il motore arrivava ad erogare una potenza di 110 cv a 6100 g/m contro i 75 cv della versione Audi. Il limitatore venne fissato a 6900 g/m.

Durante lo sviluppo numerose furono le modifiche apportate al modello base della Golf.

Venne aggiunto uno spoiler anteriore per mgliorare la stabilita' alle alte velocita'.

Altri spoiler vennero testati ma non approvati in quanto la politica era quella di ridurre al minimo le differenze estetiche con il modello base. 

Le differenze estetiche in effetti erano poche: gomme piu' larghe, codolini passaruota allargati con profili in plastica nera, assetto piu' basso, cornice del portellone posteriore verniciata in nero, due strisce adesive lungo le fiancate, il mitico profilo rosso sulla mascherina anteriore e le siglie del modello anteriormente e posteriormente.

All interno le differenze consistevano in un uso quasi integrale del nero per gli interni, il volante a tre razze, la strumentazione supplementare sulla consolle centrale con orologio e termometro dell'olio, la pallina da Golf sulla leva del cambio, i sedili sportivi.

Il notevole aumento di potenza costrinse i tecnci a potenziare l'impianto frenante che venne dotato di dischi ventilati all'anteriore e di un servofreno di maggiore dimensioni. Inoltre un correttore di frenata operava sui tamburi posteriori.

Lo schema delle sospensioni con MacPherson davanti ed assale interconesso posteriore venne mantenuto ma gli ammortizzatori erano Bilstein, le tarature diverse ed il corpo vettura abbassato di 2 cm ed aggiunte le barre antirollio.

Come pneumatici vennero scelti dei 175/70 montati su cerchi in acciaio da 5,5 x 13.

Alla fine di tutte queste modifiche la tenuta laterale era salita dai 0.73g ad oltre 0.81g.

I primi dati sulla GTI vennero divulgati nel Agosto del 1975. La presentazione ufficiale avvenne al Salone di Francoforte del 1976.

Il successo fu' clamoroso. Gli ordini nel mercato tedesco superarono di parecchie volte il quantitativo che la VW aveva previsto di produrre produrre

Cosi la versione "difficile da vendere" di un" improbabile insuccesso" divenne un mito all'interno di uno dei maggiori successo di vendita.

Come già detto, la Golf I è nata nella primavera del 1974. La rottura della tradizione Volkswagen con modelli a motore posteriore è stata una vera e propria rivoluzione: un design compatto con carrozzeria a tre porte e portellone posteriore che permetteva un'ampia capacita di carico, con montante trasversale, motore 4 cilindri raffreddato ad acqua, trazione anteriore, cambio alleggerito, sospensioni anteriori con molle elicoidali e con sistema torsionale nell'asse posteriore. Questo nuovo modello aveva provocato immediatamente un grande entusiasmo. Il disegno del portellone, più pratico di quello del Maggiolino, poteva esistere anche con il modello a quattro porte ed era anche più comodo e sicuro. Nel 1976 era la volta della Golf GTI, che in breve tempo aveva saputo creare una vera e propria categoria di auto "cult" con un fascino che fini per coinvolgere tutta la gamma Golf. Che si allargava, nello stesso anno, con l'introduzione della versione Diesel, la prima "piccola" vettura a gasolio. In nove anni di produzione, la prima generazione della Golf ha totalizzato 6.780.050 unita prodotte. L'ingresso sul mercato della Golf II risale all'agosto del 1983 . Con un passo più lungo e una maggiore capacità di carico, la sua carrozzeria era in grado di soddisfare le richieste dei Clienti più esigenti: con un nuovo sistema di sospensioni posteriori a bracci oscillanti che migliorava la stabilità in curva del retrotreno e una scelta di motori dall'1.3 all'1.8 litri incluso il Turbodiesel. La Golf GTI rimaneva il modello top: più tardi, la potenza veniva elevata ai 160 CV e, nel caso della Golf con il sistema di trazione integrale syncro, fino a 210 CV. Nei suoi otto anni di commercializzazione, la Golf II ha raggiunto un totale di 6.301.000 di unità prodotte. Nel mese di agosto 1991 faceva invece la sua apparizione la Golf III. Grazie ai fari ovali e alle linee più filanti, il suo aspetto mutava notevolmente e il suo carattere aveva, rispetto a prima, molte più cose in comune con auto del segmento superiore. I risultati dei crash test erano estremamente migliorati, e nell'agosto del 1992 , quando vennero introdotti gli airbag anteriori, questi furono addirittura superati. La gamma dei motori era estremamente ampia, compreso il VR6 con i suoi 6 cilindri trasversali ad angolo stretto che, una volta di più, fissava una nuova tendenza nella classe delle compatte. Nel 1993 era la volta della versione syncro e dell'iniezione diretta Diesel. In agosto toccava alla nuova Golf Cabriolet seguita, un mese più tardi, dalla Golf Variant, molto discussa. La Golf III è rimasta in produzione sei anni, con 4.805.900 unità prodotte. E si giunge infine, nell'agosto del 1997 , alla quarta generazione. La carrozzeria e totalmente galvanizzata e permette cosi alla Volkswagen di offrire ai propri Clienti 12 anni di garanzia contro la corrosione passante. La struttura interna rigida consente di produrre un telaio con un accoppiamento tra carrozzeria e portiere molto stretto. Ancora una volta i motori spaziano in una vasta gamma di potenza, dal piccolo quattro cilindri ai potenti Turbodiesel, fino ai propulsori sportivi V5 e V6. Nel 1998 , inoltre, viene presentato un nuovo sistema di trazione integrale, il "4motion". All'inizio del 1998 tocca alla Cabrio, che ha molte delle innovazioni adottate dalla Golf IV. E per concludere, a completamento della gamma, nasce una nuova Golf Variant: è il mese di maggio del 1999 . 25 anni di vita: dai 1974 ad oggi la Golf e rimasta una "fuoriclasse" nel migliore significato del termine. Un'auto che è davvero per tutti e per tutte le generazioni.

 
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